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martedì 23 marzo 2010

Serate sfumate e incontri ravvicinati dell'ottavo tipo (Parte I)

Ovverosia: come distruggere una serata in due mosse.
Ragazzi, vi sto per raccontare come una serata che si annunciava promettente è stata distrutta in parte dal Got e in parte dal fato. Ma mi toccherà spezzarla in due o tre parti perché sono successe tante di quelle cose che non avete idea.
Preparatevi, ci sono tutti gli ingredienti per parlare di una serata che si annunciava promettente e che è stata etc etc. Insomma, avete capito.
Venerdì scorso decidiamo di fare serata e di andare a The Rocks che è quanto di più vicino ci sia al nostro concetto di centro storico per Sydney. E' una zona molto turistica dove però ci sono dei bei localini e il mercatino. Da lì si può avere una bella vista di Circular Quay e della downtown
La serata è calda e ci sono le stelle: fantastico!
Io, il Got e il Matteo ci diamo appuntamento alle 20.15 alla fine della mia via. Io arrivo con il mio consueto ritardo di 5 minuti e subito ho "La Brutta Sorpresa". Quella che ti mozza le gambe prima ancora di cominciare a camminare. 
Ad aspettarmi non c'è solo il Got e il Matteo ma anche "l'uomo che sussurrava alle cocarache". Al secolo: Ben.
Ben è un ragazzo che i più definirebbero disgustoso: non ha vita sociale, non la vuole, è sporco, è tanto sporco, è ancora più sporco. Evidentemente gli piace esserlo ed ha ormai stabilito un rapporto simbiotico con i milioni di batteri che brulicano tra il non-voglio-neanche-sapere-dove. 
Ne ho parlato una volta su questo blog: è l'inquilino del Got. Vi ricordate quella volta che il Got gli ha fatto notare come la cucina fosse piena di fottute cocarache? Vi ricordate cosa gli ha risposto? Ha risposto: "non possiamo vincerle, arrenditi". Ecco, zio can, con chi stavamo uscendo.
Io guardo Matteo e non favello, però ci intendiamo subito. Guardo il Got ma il marrano fa finta di non intendermi.
"Perché stiamo uscendo con Mr Svantagg?" chiedo a Matteo. Lui tira tre saracche e capisco che devo chiedere al Got.
Il Got mi spiega che stranamente quella sera Ben ha dato segnali di socialità e che gli aveva chiesto che programmi avesse avuto per la serata. Ed ello non ha saputo fare la cosa più giusta: farlo stare a casa con le sue cocarache.
Ma ce la pagherà, abbiamo concordato io e Matteo.
Insomma, saliamo in treno e ci dirigiamo verso la meta stabilita. In treno si cerca di stabilire un contatto impossibile con Ben. Lui parla poco, ogni tanto smessaggia con il cellulare.
Vabbè, arriviamo a Circular Quay e ci dirigiamo verso The Rocks e il suo mercatino. Qui l'amara scoperta. Puzzolente, più che altro.
Il ragazzo deve aver fatto una specie di voto che non gli consente l'utilizzo di acqua, sapone e affini: puzza da carogna come poche carogne al mondo. E' evidente che nell'ultima settimana non si è lavato. E non serve essere sottovento per avvertire la sua "aura". Certo, se si è sottovento è proprio una festa! Chiedete al Matteo e alla sua speranza di raccattare qualche ragazza in quella serata: una cosa così tiene a distanza qualsiasi cosa abbia un po' di amor proprio.
Insomma, dopo aver camminato per le bancarelle e aver fatto mangiare Ben, ci dirigiamo verso un locale situato proprio sopra "the rocks".
Prendiamo la prima jug di birra e andiamo nella terrazza a godere della vista di Circular Quay e della città. 
Ben a intervalli uccide il sentimento arieggiando le ascelle. Il Got, non beve birra e tenta prima col vino e poi con Jack Daniels e coca.
Io e il Matteo si va fantasticando di come avrebbe potuto essere una serata perfetta. Dopo la seconda jug decidiamo di cambiare posto. Ben dice che conosce un bel locale. 
Beh, l'ingresso non è dei migliori: siamo accolti da persistenti ventate di vomito.
Finché col Got e Matteo ci chiediamo se vogliamo veramente entrare lì dentro, Ben entra. Cinque fottuti dollari per entrare! E già qui ci prende male. Una volta dentro ci prendiamo una birra e andiamo nella pista. Zio stronzissimo! Un posto che faccio veramente fatica a descrivere. Dopo cinque minuti che siamo lì una tipa mi si avvicina e mi chiede se sono di Sydney e mi avverte di non spendere più soldi lì dentro. "Non c'è pericolo", penso io!
E' evidente che non credeva possibile che un cittadino di Sydney sano di mente potesse fare l'errore di entrare lì dentro (e infatti chi è che ci ha consigliato di andare? no comment!).
Serbo veramente brutte immagini di quel posto.
Usciamo e decidiamo di andare all'Opera Bar.
Ma il resto lo racconterò nel prossimo post. Il meglio deve ancora arrivare…
ciao

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